domenica 19 aprile 2009

Il governatore Perry prevede la secessione del Texas

Rick Perry il governatore illuminato del Texas, dall’inizio del mese d’aprile conduce una campagna per il rafforzamento dei poteri degli stati di fronte all’ipertrofia del governo federale. “Penso che il nostro governo federale sia diventato opprimente a causa delle sue dimensioni, della sua intrusione nella vita privata dei nostri cittadini e delle sue interferenze negli affari del nostro Stato. È per questo che devo oggi esprimere il mio ferreo appoggio agli sforzi condotti in tutto il paese per ribadire i diritti degli stati come stipulato dal 10.mo emendamento alla costituzione degli Stati Uniti. Credo che ritornare allo spirito ed alla lettera della costituzione degli Stati Uniti ed al suo essenziale 10.mo emendamento, liberi il nostro Stato da regolamenti eccessivi e, in definitiva, rafforzerà la nostra Unione”, ha dichiarato [1].

D’altra parte, 800 assembramenti di protesta contro i prelievi fiscali imposti dal presidente Barack Obama, per sostenere le banche, le società d’assicurazione e le transnazionali dell’auto, si sono svolte dal 23 febbraio al 15 aprile (termine per la dichiarazione dei redditi) in numerosi stati. Sotto la parola d’ordine “2009 Tea Party” (in riferimento alla manifestazione a Boston che iniziò la guerra d’indipendenza), queste assemblee sono state l’occasione per esprimere una profonda diffidenza verso Washington e, anche, a resuscitare le bandiere confederate.

Il governatore Rick Perry non ha mancato ad assistere al “2009 Tea Party” del Texas. In quella occasione, ha dichiarato alla stampa: “Il Texas è un luogo unico. Quando siamo entrati nell’Unione, in 1845, una delle condizioni poste era che avremmo potuto andarcene se lo avessimo deciso… Spero che l’America in generale e Washington in particolare, ne siano a conoscenza. Abbiamo una grande Unione. Non c’è assolutamente nessuna ragione di scioglierla. Ma se Washington continua a infangare gli americani, sa che causerà ciò”. [2]

Questa dichiarazione ha avuto l’effetto di una bomba, tanto più che nel corso del discorso del governatore, il pubblico aveva urlato “Secessione” senza che l’oratore se ne dispiacesse. Gli eletti democratici hanno imposto che il governatore Perry chiarisse la sua posizione, in un contesto teso: recentemente milizie secessioniste si sono raccolte attorno all’attore Chuck Norris. [3]

Rick Perry è succeduto a George W. Bush come governatore del Texas. È conosciuto per le sue posizioni oltranziste a favore del cristianesimo, della pena di morte, del porto d’armi, per la penalizzazione dell’aborto e dell’omosessualità.
In occasione del conferimento del suo secondo mandato, nel 2007, aveva organizzato un pranzo di gala durante il quale il suo amico, il rocker Ted Nugent, sfoggiava una bandiera confederata nel mezzo di in una scenografia decorata con crani indiani.
Personalità estremamente popolare nel Texas, Perry è anche influente sulla scena internazionale come dimostra la sua partecipazione al gruppo Bilderberg. Dovrebbe ottenere un terzo mandato consecutivo nel 2010 e dovrebbe vincere a man bassa, se il candidato secessionista Larry Kilgore si ritira.


Traduzione di Alessandro Lattanzio, redattore di Eurasia



[1] «I believe that our federal government has become oppressive in its size, its intrusion into the lives of our citizens, and its interference with the affairs of our state, That is why I am here today to express my unwavering support for efforts all across our country to reaffirm the states’ rights affirmed by the Tenth Amendment to the U.S. Constitution. I believe that returning to the letter and spirit of the U.S. Constitution and its essential 10th Amendment will free our state from undue regulations, and ultimately strengthen our Union».

[2] «Texas is a unique place. When we came into the union in 1845, one of the issues was that we would be able to leave if we decided to do that...My hope is that America and Washington in particular pays attention. We’ve got a great union. There’s absolutely no reason to dissolve it. But if Washington continues to thumb their nose at the American people, who knows what may come of that».

[3] « Chuck Norris organizza la prima riunione delle milizie per la secessione del Texas », Rete Voltaire, 14 marzo 2009.

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